L’UNIONE EURASIATICA NEL MONDO MULTIPOLARE (2)

Nella conferenza ha intervenuto Andrea Fais, giornalista ed autore del libro “L’Aquila della Steppa. Volti e Prospettive del Kazakistan” (Edizioni all’insegna del Veltro), che ha voluto porre l’accento sull’aspetto della sicurezza collettiva, nel cui ambito il Kazakistan svolge un ruolo fondamentale sia nel quadro dell’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO) sia in quello dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Fais ha evidenziato come all’esempio di coerenza e trasparenza costituito dalle politiche di Nazarbaev spesso si contrapponga la “doppia morale” dei Paesi occidentali dinnanzi al fenomeno del terrorismo. Ha infine sottolineato come un’autentica cooperazione politico-economica tra l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica sarà impossibile fino a quando non sarà superato il clima xenofobo scatenato da buona parte della classe dirigente e della stampa occidentali contro Paesi come il Kazakistan o la Bielorussia.

Ha chiuso la sessione l’attesissimo intervento del Professor Aleksandr Dugin, che ha spiegato in italiano le caratteristiche filosofiche e politologiche dell’eurasiatismo, descrivendone il percorso storico a partire dalla sua genesi negli anni Venti, quando i primi pensatori di questa teoria descrissero la civiltà russa come effetto della convergenza, in un unico Stato, del fattore slavo-ortodosso e del fattore turanico-musulmano: non esistono civiltà “pure”, ma soltanto civiltà”composte”, fondate non sul sangue, ma sul condominio territoriale e sull’appartenza ad un “grande spazio” comune. Importantissima nel quadro della geopolitica russa di ogni specie (“neobizantina”, “tradizionalista”, “neosovietica” ecc. …), questa caratteristica impone dunque di pensare la Russia come un polo eurasiatico a sé stante, diverso sia dall’Europa, sia dal resto dell’Asia, sia dall’Occidente. Tuttavia, per Dugin l’eurasiatismo non fonda soltanto la definizione della forma di civiltà russa, ma costituisce anche il volano di una prospettiva multipolare, in base alla quale ogni polo e ogni civiltà ha diritto ad una sua sfera di pertinenza, in una generale coesistenza tra civiltà che rifiuti l’idea occidentale dell’universalismo dei valori e della democrazia liberale.