Shia World: intervista ad Aleksandr Dugin sull’Islam sciita, l’Iran e il progetto Noomachia
Il comitato editoriale della rivista online World of Shiism ha condotto un’ampia intervista esclusiva con uno dei più famosi intellettuali russi, il filosofo, politologo e leader del Movimento Internazionale Eurasiatista Aleksandr G. Dugin. In questa intervista il professor Dugin ha parlato della sua opera in più volumi intitolata Noomachia, un volume della quale è dedicato all’Iran, ha rivelato la sua visione dello sciismo e dell’Imamat, ha suggerito che la tradizione dell’Ahl al-Bayt è vicina alla mentalità russa e ha condiviso le sue impressioni sulla sua visita alla Santa Qom.
Impero e prassi
Quali sono i fattori decisivi per la restaurazione di un vero e proprio Impero in Russia?
Questa domanda è stata posta seriamente da padre Vladimir Tsvetkov, priore dell’Eremo di Sofronie presso Arzamas, in una formulazione molto profonda: per cosa dobbiamo pregare? In realtà, la stessa domanda è stata posta a Konstantin Malofeev alla presentazione del suo libro Empire: Where is the Empire today?
“Abbiamo bisogno di un Paese vincitore”: la Russia sta per subire cambiamenti radicali
La necessità di un cambiamento è talvolta molto sentita dalla popolazione. Alla fine degli anni ’80, i comunisti dell’URSS hanno impedito qualsiasi cambiamento assolutamente necessario. I liberali ne hanno approfittato e hanno presentato il caso come segue: noi siamo il cambiamento. Cioè il capitalismo, l’Occidente, il mercato, la distruzione e il saccheggio dell’eredità sovietica (di nuovo, portarla via e dividerla, ma solo tra i “nostri”).
“È ora che Parigi se ne vada”: gli africani si riuniscono a migliaia contro il neocolonialismo francese
Tre mesi della SMO: la Russia ha fatto bene, ma…
Sono passati quasi tre mesi dall’inizio dello SMO (Special Military Operation – Operazione Militare Speciale) in Ucraina. Si possono trarre alcune conclusioni. Non prendo in considerazione l’aspetto militare dell’operazione, che richiede un parere di esperti in strategia militare, e non si può parlare di tutto mentre la battaglia è in corso. Vorrei valutare altre circostanze che sono puramente politiche:
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #5
Alla fine della sua vita (morì il 7 aprile 1985), Carl Schmitt dedicò particolare attenzione all’esito negativo della storia che, in effetti, è del tutto possibile se le dottrine irrealistiche degli umanisti radicali, degli universalisti, degli utopisti e dei sostenitori dei “valori umani comuni”, incentrate sul gigantesco potenziale simbolico di quella potenza talassocratica che sono gli Stati Uniti, raggiungono il predominio globale e diventano il fondamento ideologico di una nuova dittatura mondiale – la dittatura di una “utopia meccanicistica”. Schmitt credeva che il corso moderno della storia si stesse inevitabilmente muovendo verso quella che lui chiamava “guerra totale”.
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #4
DUGIN IN TOUR (parte ultima): il post -moderno deserto dei tartari, di Claudio Bernieri
A lezione da Alexandr Dugin. In un doc-film di oltre tre ore il pensatore russo spiega la crisi del post modernismo e il tramonto del globalismo illiberale e rende chiari i concetti espressi nei suoi ultimi
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #4
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #3
Uno degli aspetti più brillanti delle idee di Carl Schmitt fu il principio delle “circostanze eccezionali” (in tedesco Ernstfall, letteralmente “caso grave”) elevato al rango di categoria politico-giuridica. Secondo Schmitt, le norme giuridiche descrivono solo la normale realtà socio-politica che scorre uniformemente e continuamente senza interruzioni. Solo in tali situazioni puramente normali il concetto di “diritto” come inteso dai giuristi si applica pienamente.
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #2
Nel suo libro Il concetto di politico, Carl Schmitt esprime una verità straordinariamente importante: “Un popolo esiste politicamente solo se forma una comunità politica indipendente e si contrappone ad altre comunità politiche per conservare la propria comprensione della sua specifica comunità”. Sebbene questo punto di vista sia completamente in disaccordo con la demagogia umanistica caratteristica del marxismo e delle teorie liberal-democratiche, tutta la storia del mondo, compresa la storia reale (non quella ufficiale) degli stati marxisti e liberal-democratici, dimostra che tale fatto è effettivamente vero nella pratica, anche se la coscienza utopica e post-illuminista è incapace di riconoscerlo. In realtà, la divisione politica tra “nostri” e “non nostri” esiste in tutti i regimi politici e in tutte le nazioni. Senza questa distinzione, nessuno Stato, popolo o nazione sarebbe in grado di conservare il proprio volto, seguire il proprio cammino e avere una propria storia.
Denazificazione significa sradicamento completo della russofobia in Ucraina e altrove
Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #1
La Russia accetta solo di vincere
Qual è l’essenza e il significato dell’operazione speciale delle forze armate russe in Ucraina: intervista di FAN al filosofo Dugin
In un’ampia intervista per la Federal News Agency, il filosofo e ideologo del mondo russo, Alexander Dugin, ci dice cosa pensa dell’operazione speciale dell’esercito russo in Ucraina, come si differenzia la popolazione e cosa bisogna fare per essere considerati vincitori.
Il mondo unipolare sta per finire
L’ultimo trucco dell’Anticristo
Mettiamo insieme tutti gli elementi. Abbiamo un quadro spaventoso (per i russi). Forze, gruppi, visioni del mondo ed entità governative, che si chiamano collettivamente “l’Occidente” e che dalla vittoria nella Guerra Fredda sono gli unici dominatori del mondo dietro una facciata di “liberalismo” professano un’esile dottrina teologica escatologica, in cui gli eventi della storia secolare, il progresso tecnologico, le relazioni internazionali, i processi sociali, ecc. sono interpretati in prospettiva apocalittica.
Siamo in guerra con la civiltà dell’Anticristo
La multipolarità come immagine del futuro e della postmodernità terrestre
La strategia orientale dell’Heartland: una panoramica degli obiettivi e delle priorità
L’antiglobalismo come fenomeno
Consideriamo il fenomeno dell’antiglobalizzazione, cioè il movimento contro la globalizzazione. A volte si usa il termine “alterglobalismo” o “alterglobalizzazione” per definirlo. Il prefisso latino “alter” significa “altro”. Per “alterglobalismo”, quindi, si intende una critica e un rifiuto del globalismo attuale e una proposta di adottare e costruire un altro globalismo al suo posto. Cosa si intende per “un altro globalismo”, lo esamineremo ora.
Lo spazio come fenomeno sociale
Contro il Grande Reset
Katechon e Antikeimenos, la battaglia geopolitica dello Spirito
Quella che è in atto non è una guerra cominciata poche ore, né un botta e risposta fra nazioni già in conflitto da anni. Stiamo assistendo ad uno scontro fra due visioni del mondo: da un lato, la visione postmoderna, tecnofluida, dell’impero materiale, della democrazia importata con le bombe, del dirittoumanesimo colorato che si rivela tirannia, dei big tech e dei big pharma, della distruzione delle identità e dell’asservimento delle masse alle élite oligarchiche di potere, il Great Reset; dall’altra, la visione che afferma l’autodeterminazione, la libertà, le identità di ciascun popolo, la Tradizione, i diritti ontologicamente fondati, l’indipendenza finanziaria, la politica volta al bene comune, il grande Risveglio. È uno scontro apocalittico, intrinsecamente escatologico, e non capire la portata metafisica di questa battaglia significa mancare il cuore di ciò che sta avvenendo.
Prospettive e incognite della Quarta Teoria Politica
Il corso degli eventi storici che ha sancito la fine della Modernità e l’inizio della post-modernità, spesso viene interpretato quale fosse una linea retta che contempla un approccio riguardante il futuro mai improntato sull’avvenire, bensì su ciò che possiamo scorgere e che è di lì a poco a venire.
