Circa l’essenza deicida della scienza moderna

Di solito questo momento è considerato un dramma di una visione del mondo scientifica progressista nella lotta contro l’arretratezza medievale. In effetti, fu uno degli episodi della storia dell’Europa occidentale dell’atto di deicidio protrattosi per diversi secoli. Quando nel diciannovesimo secolo Nietzsche proclama “Dio è morto, tu l’hai ucciso, tu e me!”, sta solo affermando un fatto compiuto. Inoltre, si prenderà coraggiosamente la colpa su se stesso, cercando in qualche modo di vivere, pensare, creare con questa insopportabile conoscenza dell’abisso aperto dal nichilismo occidentale. Se non c’è Dio, allora non c’è niente. Se la terra è rotonda, materiale e gira intorno allo stesso sole materiale nell’infinito – e ancora – puramente materiale! – spazio, allora non c’è Dio.

La realtà non è reale

Husserl insiste che sottoponiamo tutte le scienze moderne a un serio ripensamento fenomenologico, a una revisione - altrimenti cadiamo costantemente sotto l'ipnosi dell'ingenuo 'mito della realtà', e anneghiamo nei paradossi fino a raggiungere l'orizzonte della teoria della relatività o della meccanica quantistica, dove le precedenti visioni meccaniche vengono respinte.

Vertice Putin-Biden: sempre meglio della “W-word”

L'incontro di Putin con Biden chiaramente non è andato bene. Nessuno degli analisti e degli esperti si aspettava da esso alcuna svolta o segnale rassicurante, sebbene la cosa peggiore sarebbe stata l'assenza di un tale incontro. Se i leader di due potenze mondiali chiaramente ostili si incontrano faccia a faccia, significa che almeno non c'è guerra; certo, la vera guerra potrebbe scoppiare da un momento all'altro: quando Biden e la sua agenda estremista liberale del Grande Reset strapparono la presidenza a Trump, questo rischio aumentò drasticamente.

Carl Schmitt per il XXI secolo

Nella sua opera magna Il concetto di Politico, Carl Schmitt lodava una dura critica dell’ideologia liberale e preferiva il decisionismo competitivo ad essa, ecco perché, secondo i critici di Schmitt, tutto il testo è pieno di sfumature autoritarie. Non si può tuttavia negare che è stata la filosofia politica radicale di Schmitt ad aprire la strada alla rivoluzione conservatrice in Europa, tant’è che ancora oggi i suoi scritti sono considerati uno dei maggiori contributi al campo della filosofia politica del XX secolo.

La metafisica della nostra battaglia

Nel mentre che combattiamo, dobbiamo porci una domanda: qual è l’orizzonte metafisico della nostra battaglia? Non basta confutare e rigetta la postmodernità e ciò che essa ha portato, non è sufficiente sguainare spade contro il transumanesimo e il biopotere, a poco serve blaterare di eresie e diabolicità: questi elementi devono essere fondati su un qualcosa di più essenziale.

L'egemonia culturale di sinistra? Bisogna leggere "Etnosociologia"

Abbiamo dovuto attendere Aleksand Dugin, con il suo *Etnosociologia* che, riannodando i sottili fili dell’antropologia, dell’etnologia e della sociologia, si potesse giungere a fruire di una esaustiva teoria sociologica capace di orientarci nell’attuale complicata situazione sociale a livello planetario e nazionale. Dugin con il suo *Etnosociologia* compie metodologicamente la stessa operazione già compiuta da Carlo Terracciano in ambito geopolitico. Nella prima parte della sua opera prima di tutto illustra le teorie dei vari maestri della sociologia, quindi le scuole e i vari intrecci e solo dopo passa ad esporre la sua teoria.

Carl Schmitt e la crisi della Democrazia liberale

Oggi, il liberalismo morente e la democrazia liberale disfunzionale di fronte al crescente ordine mondiale multipolare dimostrano chiaramente che la cosiddetta distopia del politically correct del liberalismo era una farsa. Dopo la fine della guerra fredda, fu il famoso commentatore di Carl Schmitt, Garry Ulmen, a prevedere l’ordine mondiale del post guerra fredda dal punto di vista Schmittiano.  Secondo Ulmen, l’ordine mondiale del post guerra fredda sarà plasmato dal dibattito concertato tra «la fine della storia» e lo «scontro di civiltà» di Huntington.

Intervista al filosofo russo Alexander Dugin. “Tutte le società dovranno riorganizzarsi sulla base della loro storia, libere da ogni dogmatismo”

Ci ha parlato di una terribile lotta tra un mondo morente e una nuova realtà emergente. Tra l’agonizzante sistema unipolare, che fa capo alla UE e agli Stati Uniti di Biden, e il sistema multipolare, costituito dal blocco Eurasiatico.
Dugin ipotizza un mondo nuovo, un mondo più giusto. Un mondo nel quale i popoli possano organizzarsi secondo la loro storia, la loro cultura, la loro religione senza dover rendere conto a un potere centrale soffocante e indifferente.

Dante Alighieri cancellatto

Vente e cinque Maggio è il compleanno di Dante. Ma in Occidente non lo festeggiano più.
è semplicemente pericoloso. Come mai, vi chiederete? Dante è il simbolo della poesia occidentale, il classico di fama mondiale. Sì, è vero. Ma anche questo genio medievale italiano non è stato risparmiato dalla ghigliottina del politicamente corretto.
Quando la Divina Commedia è caduta nelle mani di rabbiosi sostenitori dei diritti umani, liberali e globalisti, loro hanno scoperto che l'opera di Dante era politicamente scorretta. E questo è quanto. Dante non c’e più. È diventato l'ennesima vittima della pulizia culturale liberale. Le sue opere possono ora essere stampate solo con estratti e disclaimer -  "contenuto non politicamente corretto all'interno".

Eventi in Palestina: la fine è più vicina che mai

Gli eventi in Palestina sono al centro dell'attenzione dei media mondiali. L'escalation del conflitto tra israeliani e palestinesi ha raggiunto un calore senza precedenti negli ultimi giorni.
È importante sottolineare che non solo gli israeliani stanno massacrando i palestinesi, ma anche i razzi lanciati da Hamas stanno raggiungendo i loro obiettivi. Anche gli israeliani stanno perdendo la vita.
Il riaccendersi del conflitto arabo-israeliano fa risorgere ancora una volta tutta una serie di inquietanti trame apocalittiche. Tutte tre le religioni monoteiste mondiali - ebraismo, cristianesimo e islam - sono d'accordo che la fine del mondo inizierà con una grande guerra in Terra Santa. Quindi la fine è più vicina che mai.

MANIFESTO DI UNIONE D’INTENTI CON IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE EURASIATISTA

Siamo consapevoli del cambiamento e del compimento dei tempi, in questa fase di passaggio epocale fra Vecchia e Nuova Era, dove l’avvento del Grande Reset ci chiama ad un Grande Risveglio che, come grido nella notte, ci interroga su quale nuova alba dare al mondo intero. Comprendiamo la necessità di un ripensamento radicale di tutti gli schemi e di tutti i paradigmi del vivere umano in termini di linguaggio, metodi, categorie, immagini, modi di pensare e di conoscere, nonché l’idea stessa di politica. Senza rinnegare il retroterra culturale di ciascuno, con le proprie singolarità ed esperienze storicamente determinanti, comprendiamo l’urgenza di un superamento che permetta di costruire Uomini Nuovi e un Mondo Nuovo, nell’istante prolungato di pre-futurità che stiamo vivendo. 

Anarchia. Un’idea necessaria (Da Eraclito ad Alexandr Dugin. Passando per Proudhon)

Da ragazzo avevo anch’io l’A cerchiata disegnata con il pennarello nero sullo zaino Invicta. Devo dire che tale segno da una parte mi affascinava ma dall’altra mi turbava, mi disturbava. Me lo aveva disegnato l’amico Giovanni Rossi, il primo anarchico che conobbi. Per molti anni l’unico. Un ragazzo intelligente, creativo, pallido, ma nel contempo sorprendente. Aveva un qualcosa di inquietante. La sua lucidità spiazzava. La sua contestazione radicale e spontanea di ogni istituzione e credo mi inquietava. Uno spirito imprevedibile, fluido, non classificabile. Non era il suo il solito naturale ribellismo adolescenziale ma possedeva l’asprezza lucida e mite della consapevolezza. Era uno di noi, nessun segno apparente. Era il tempo dei paninari. Nessuna moda in lui però attecchiva veramente. Gli scivolava sopra. Era uno di noi ma era nel contempo del tutto differente nel suo libero pensiero. Oggi è il cantante e guida di un gruppo rock molto interessante: gli Ufo Mammut.

Tutte le società dovranno riorganizzarsi sulla base della loro storia, libere da ogni dogmatismo

Viviamo in un momento critico e cruciale e siamo in piena transizione dall’ordine che si era creato negli anni Novanta del secolo scorso, dopo il crollo dell’Unione Sovietica. L’Unione Sovietica esisteva nel contesto del bipolarismo. Dopo il crollo di questo, si affermò un ordine unipolare che è durato, più o meno, fino al momento attuale.

Ma vent’anni fa prese corpo un processo alternativo che vide l’autoaffermazione di due poli alternativi all’unico polo atlantista: la Cina e la Russia. La Cina e la Russia appartengono all’Eurasia. Sono due grandi potenze che hanno cominciato a riaffermarsi e sono ritornate sulla scena storica come poteri indipendenti. All’inizio erano in competizione tra loro, ma a poco a poco hanno capito che per uscire dall’influenza occidentale era necessario creare un patto eurasiatico e affermare un ordine mondiale multipolare.

Liberalismo 2.0

Nel momento storico presente, possiamo chiaramente distinguere un fenomeno molto importante: una nuova virata dell’ideologia liberale. Come tutte le altre ideologie politiche, il liberalismo è in costante cambiamento, ma in certi momenti possiamo coglierne variazioni paradigmatiche che ci danno il diritto di affermare: qui qualcosa sta finendo e qualcos’altro sta cominciando. Questo è il prossimo-momento, il momento successivo. È spesso accompagnato dalla caduta di un determinato regime politico o di un equilibrio di potere dopo una grave guerra – ad esempio una guerra mondiale – e così via, ma a volte passa inosservato a livello subliminale latente. Sicuramente, si possono sempre distinguere alcuni sintomi dei cambiamenti prodotti, ma la loro profondità e il fatto di aver raggiunto il punto di non ritorno restano per il momento oggetto di discussione.

Mitogonia. Il ritorno anagogico dell'Epos

La modernità ha ucciso l'eternità e la postmodernità ha ucciso il tempo. Ma il futuro è predeterminato dalla struttura del soggetto. Il futuro ha senso anche prima di avvenire. Ancor di più, ha senso perfino se non avviene.

L'essenza mitogonica dell'arte rappresenta la base di ogni idealità. Mitogonia significa direzione di senso, percezione di un Fato, espressione di una destinazione e di una dedicazione, scelta non reversibile, compimento di un rito propiziatorio, risuonare di una volontà. Per questo l'arte è sempre contemporanea, perchè si apprezza quale concrezione dello spaziotempo nell'assolutezza del determinato. Oggi questo cuore della genesi della visione estetica incontra una grande criticità: il situazionismo quale ideologia, il “mondo quale remake”, il modello reificante e uniformante della società liquido-aerea. 

MANIFESTO DEL GRANDE RISVEGLIO. CONTRO IL GRANDE RESET Schede primarie

Abbiamo così determinato la nostra posizione sul piano storico. E nel farlo, abbiamo ottenuto un quadro più completo di ciò che è il Grande Reset. Esso non è altro che l’inizio dell’“ultima battaglia”. I globalisti, nella loro lotta per il nominalismo, il liberalismo, la liberazione individuale e la società civile, si presentano come “guerrieri della luce”, che portano alle masse progresso, liberazione da migliaia di anni di pregiudizi, nuove possibilità – e forse anche l’immortalità fisica e le meraviglie dell’ingegneria genetica.

Chiunque si opponga a costoro è, ai loro occhi, parte delle “forze delle tenebre”. E secondo questa logica, i “nemici della società aperta” devono essere affrontati in tutta la loro severità. “Se il nemico non si arrende, sarà distrutto”. Il nemico è chiunque metta in discussione il liberalismo, il globalismo, l’individualismo, il nominalismo in tutte le loro manifestazioni. Questa è la nuova etica del liberalismo. Non c’è niente di personale. Tutti hanno il diritto di essere liberali, ma nessuno ha il diritto di essere altro.

Pagine