Wang Wen in dialogo con Dugin: se la Russia cerca di risolvere i problemi, dovrebbe prendere la Cina come esempio da studiare

Un dialogo con il filosofo russo Aleksandr Dugin, dopo la tragica morte della figlia Darya Dugina (Дарья Дугина 1992-2022) in un attentato terroristico ad agosto. Come vede l’attuale conflitto russo-ucraino e l’attuale situazione in Russia colui che i media occidentali hanno ribattezzato senza sosta “cervello di Putin”, “think tank russo” e “maestro di Stato”? Come valuta il suo rapporto con Putin? Come vede il futuro della Cina dopo il XX Congresso nazionale del Partito comunista cinese? Quali consigli ha per le giovani generazioni cinesi? Il 21 ottobre Wang Wen, preside esecutivo dell’Istituto Chonyang per gli studi finanziari dell’Università Renmin della Cina, ha ricevuto l’invito di Dugin per un colloquio di un’ora nel suo ufficio. Una sinossi della conversazione è stata pubblicata sul Global Times, mentre la versione integrale è autorizzata a essere pubblicata sul sito web di Guanchazhe.

La tecnologia è il nemico assoluto dell’Uomo

Premessa del curatore: il titolo, che potrebbe apparire fuorviante, è da intendersi nel senso profondamente filosofico dell’analisi. La tecnologia quale strumento delle potenze del globalismo e la sua attuale battaglia con la Russia, in particolare, e con tutto il mondo tradizionale, più in generale. Non si tratta quindi di un attacco di tipo primitivista o anarchico, ma una critica funzionale alla battaglia geopolitica, che è prima escatologica, in atto, cui Dugin fa costantemente riferimento.

La “fine della storia” mai avvenuta e la guerra russa all’ordine liberale

Da un punto di vista ideologico, il mondo vive ancora all’ombra della controversia degli anni 90 tra Francis Fukuyama e Samuel Huntington. Qualunque siano le critiche che si possono muovere alle tesi di entrambi gli autori, la loro importanza non è stata in alcun modo sminuita, poiché il dilemma permane e, inoltre, è ancora il contenuto principale della politica e dell’ideologia mondiale.

Il paradigma della Fine [6/7]

L’ultimo livello su larga scala di riduzione della storia alla formula semplice si dovrebbe trovare nella storia delle religioni e nei problemi interconfessionali. Poiché la traiettoria generale del processo storico, che abbiamo rilevato fin dall’inizio nel paradigma economico, si è rivelata applicabile a tutti gli altri livelli analizzati, possiamo con fiducia cercare i suoi analoghi anche nella sfera religiosa.

Etnosociologia dell’Ucraina nel contesto dell’operazione militare

La comprensione approfondita dell’operazione militare speciale in Ucraina richiede una spiegazione preliminare: con che cosa, nel senso più ampio della parola, abbiamo a che fare? I concetti di “nazione”, “nazionalità”, “popolo”, “ethnos” sono totalmente confusi, e quindi quelli di “russi”, “ucraini”, “piccoli russi”, ecc. Dovremmo prima dare una mappa etno-sociologica e distribuire i concetti con cui operiamo nell’analisi di questo conflitto.

L’ora Z sull’orologio della Storia

L’operazione speciale Z non è solo la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, non solo il salvataggio del popolo russo del Donbass e l’affermazione della sovranità dello Stato russo. Si tratta di un ciclo fondamentalmente nuovo della storia russa, che ci riporta da decenni di stagnazione al percorso del nostro destino originale. Come la Terza Roma, il Grande Impero Cristiano, che impedisce al mondo intero di sprofondare nell’abisso.

La guerra come verifica della realtà

La guerra è sempre un controllo della realtà, una sua verifica. Ciò che la precede e l’accompagna, di regola, ha un carattere virtuale ed è, se non pura disinformazione (da tutte le parti), allora vi si avvicina, ed è quasi impossibile cogliere i temi e le tesi che corrispondono allo stato reale delle cose. Queste sono le leggi della correlazione tra la sfera dell’informazione e la realtà.

Russia e Cina all’avanguardia del mondo multipolare

L’attuale crisi delle relazioni tra la Russia e l’Occidente non ha nulla a che vedere con il gas, il petrolio, le risorse energetiche o l’economia in generale. I tentativi di spiegare la politica con il premio nello spirito di Daniel Yergin sono vani e superficiali. Si tratta di processi civili e geopolitici, in cui le questioni economiche ed energetiche sono secondarie e vengono citate in giudizio strumentalmente.

Dall’errore di Putin al “punto Huntington”. L’Europa sotto scacco

Il filosofo, pubblicista, geopolitico Alexander Dugin, in un’intervista a Tsargrad, il primo canale televisivo russo, ha formulato l’essenza nascosta del feroce confronto con la Russia che l’Occidente ha iniziato dopo il dispiegamento di una speciale operazione militare in Ucraina. La SWO non riguarda solo la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina e non riguarda solo la salvezza del popolo russo del Donbass. È un ciclo fondamentalmente nuovo della storia russa e globale, in cui si decide il destino stesso del mondo.

La responsabilità dei territori della Novorossiya liberati dai nazisti deve essere presa immediatamente

Un nuovo modello amministrativo e politico sta cominciando a prendere forma in Ucraina. È di fondamentale importanza, costituendo il nucleo della Novorossia come una nuova unità storica. In sostanza, i territori dell’Ucraina orientale liberati dai neonazisti si stanno organizzando in una realtà politica indipendente.

L’Operazione Z e l’inevitabilità della riforma politica in Russia

Man mano che l’operazione militare speciale si svolge, lentamente ma sicuramente si comincia a prestare sempre più attenzione alla situazione politica interna della Russia stessa, all’atmosfera e allo stile del cambiamento. Molti sono chiaramente delusi, perché nulla che assomigli anche lontanamente all’Operazione Z sta avendo luogo in Russia.

Tecnocrazia sovrana

Stiamo proiettando vecchi atteggiamenti e percezioni sulle nuove condizioni della Russia. L’impressione è che stiamo ancora applicando i criteri di una battaglia disperata tra due campi – i traditori liberali trattenuti (sesta colonna) e i patrioti disperatamente trattenuti, sui quali il governo avrebbe dovuto logicamente contare, ma che rimangono ancora chiusi in un recinto o in cantina. Si ha talvolta l’impressione che i due campi siano bloccati in un combattimento mortale – e questo nonostante il lancio di un’operazione militare speciale.

Ucraina, Aleksandr Dugin svela la verità sulla guerra di Putin contro l'Occidente

1) Partiamo dall’inizio: perché e quando nasce il conflitto in Ucraina?
È una costante della geopolitica. Le sue radici risalgono alla Russia antica, quando i principati russi occidentali di Volhynia e Galizia combatterono con i principati russi orientali, soprattutto la Rus' di Vladimir, per il controllo di Kiev. Kiev e il trono di Kiev passarono di mano in mano. Più tardi, il Granducato fu finalmente trasferito alla Russia orientale - Vladimir e Mosca - e le terre russe occidentali passarono sotto il dominio del principato di Polonia-Lituania.

Il Putin “solare” ha sconfitto il Putin “lunare”

L’ideologo della pax russica parla della possibilità di una guerra nucleare
Le strade di Kharkov erano coperte dai suoi ritratti nel 2014. I suoi seguaci Strelkov e Borodai furono i primi a guidare la fuga della DPR dall’Ucraina. I volontari russi sono andati nel Donbass con le sue citazioni in testa. Le sue teorie formarono la base delle idee per ripristinare l’impero eurasiatico e la riunificazione degli slavi orientali, russi, ucraini e bielorussi, un processo a cui stiamo assistendo dal 22 febbraio 2022.

La grande rettifica russa dei nomi

Leggiamo la tesi della mobilitazione totale nel contesto di Heidegger e cosa ne ricaviamo? Esattamente quello che diceva Andrej, cioè che la mobilitazione totale significa cambiare il modo di esistere. Secondo Heidegger, ci sono due modi fondamentali di esistere, cioè il Dasein: inautentico e autentico. Quando il Dasein, cioè la nostra presenza umana, la presenza pensante, si chiede nel mondo che cosa sia l’esistenza e si rivolge alla sua essenza, si trova di fronte alla morte, perché è la morte il principale esistenziale del Dasein.

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